Manfor C.BD. (Italian)

Il progetto ManFor C.BD.  English Version

Dove si sviluppa :

Cansiglio (Belluno-Treviso-Pordenone)
Chiarano-Sparvera (L’Aquila)
Lorenzago di Cadore (Belluno)
Mongiana (Vibo Valentia)
Pennataro-Montedimezzo (Isernia)
Tarvisio
Vallombrosa (Firenze)
Aree test in Slovenia (3 siti)
 

Siti Manfor

Siti Manfor

Il progetto ManFor C.BD. (Managing forests
for multiple purposes: carbon, biodiversity and socio-economic wellbeing – Gestire le foreste con obiettivi multipli: carbonio, biodiversità e
benessere socio-economico
) è un progetto Life+, dunque di applicazione di risultati di ricerca, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche attraverso l’Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale (IBAF). Il suo obiettivo è di testare sul campo, in dieci boschi selezionati tra Italia e Slovenia, l’efficacia delle opzioni di gestione forestale multifunzionale in relazione alla capacità di immagazzinamento del carbonio da CO2 atmosferica, alla biodiversità, alla produzione di legname, al potenziamento del richiamo turistico, alla protezione.
Su questi siti è stata studiata la gestione forestale tradizionale e sono state effettuate delle misurazioni per ben definire il popolamento arboreo, per poi formulare una o due opzioni di trattamento alternative a quella tradizionale. Le opzioni innovative e tradizionali vengono attuate, tramite diradamenti, in porzioni omogenee di foresta di circa 10 ettari l’una. Prima dell’applicazione della gestione, vengono anche rilevati i livelli di carbonio e biodiversità.
La risposta della foresta alle opzioni di gestione, verificata con la ripetizione delle misurazioni, andrà a stabilire l’efficacia e la bontà di quanto proposto, in confronto al criterio tradizionale e fornirà dati, linee guida e indicazioni di buone pratiche.
Il progetto ManFor C.BD. è supportato dal Corpo forestale dello Stato e annovera tra i partner l’Università degli
studi del Molise, il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura,
la Regione del Venetol la Regione Molise e lo Slovenian Forestry Institute.  

 

Perché nasce il progetto

Le foreste non sono solo serbatoi di legname, ma svolgono altre funzioni che con il tempo hanno superato per importanza (anche economica) quella produttiva: aiutano il clima riducendo l’effetto serra, favoriscono la biodiversità dando rifugio alla fauna e forniscono straordinarie opportunità di svago e di studio, incrementando così il richiamo turistico. I metodi di gestione delle foreste tradizionalmente applicati spesso non tengono conto di questa pluralità di aspetti. Da diverso tempo si sta cercando di aggiornare la selvicoltura (la gestione del bosco) per renderla funzionale anche al ruolo fondamentale che le foreste hanno nel contenere i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità. Molte sono le sperimentazioni svolte, sia in Italia che all’estero. Il progetto ManFor C.BD. vuole valutarne la fattibilità e la validità attraverso l’applicazione in diversi contesti.

 

Perché si è scelto lo strumento LIFE+

I progetti LIFE+ del settore Environmental Policy and Governance sono il principale strumento che la Commissione Europea utilizza per finanziare l’applicazione dei risultati della ricerca scientifica finalizzata al miglioramento dell’ambiente e, più in generale, delle condizioni di benessere tra le popolazioni umane. Prevedono quindi interventi concreti.

 

Gli obiettivi da raggiungere 

Il progetto vuole testare sul campo l’efficacia delle opzioni di gestione forestale multifunzionale (capacità di immagazzinamento del carbonio da CO2 atmosferica, biodiversità, produzione, protezione), fornendo dati, linee guida e indicazioni di buone pratiche. Intende quindi, in ogni sito:
• proporre e mettere in pratica opzioni di gestione forestale multifunzionale
• dimostrarne l’effettiva applicabilità
• metterle a confronto con i sistemi di gestione tradizionalmente eseguiti
• individuare l’opzione ottimale e promuoverne l’applicazione
• fornire dati su Indicatori di Gestione Forestale Soptenibile (GFS o SFM – Sustainable Forest Management) già disponibili e proporne di nuovi.

 

La metodologia

Gli interventi di gestione e i rilievi vengono realizzati su aree test tutte situate in boschi pubblici, storicamente gestiti, includendo foreste di produzione e di protezione: si tratta di specie ed ecosistemi target selezionati in due paesi Europei (Italia e Slovenia). Alcuni siti ricadono anche in aree incluse nel circuito Natura 2000 (una rete di aree protette a livello europeo), con habitat e specie a rischio di estinzione. Questi siti sono collocati lungo una linea Nord-Sud in Italia ed Ovest-Est tra l’Italia e la Slovenia. In Italia sono state prese in considerazione faggete, peccete (boschi di abete rosso), boschi misti di abete rosso e larice, cerrete; in Slovenia, boschi misti di faggio, abete bianco e abete rosso. In ciascun sito si valutano la struttura della vegetazione e la sua connessione con i boschi circostanti (inserimento nel paesaggio, movimenti di animali, interconnessioni tra aree forestali, ecc), il grado di biodiversità in termini di fauna e flora e la capacità di rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera, fissandola sia negli alberi che nel suolo.

Nell’azione pratica, all’intervento previsto dalla gestione tradizionale del sito si affiancano una o due opzioni di gestione proposte dal Progetto. Queste, senza trascurare la finalità produttiva del bosco, cercano di ottimizzare la gestione in termini di:
• mitigazione dei cambiamenti climatici, tramite la rimozione dall’atmosfera di parte dell’anidride carbonica che provoca l’effetto serra
• conservazione della biodiversità, conservando quella esistente e cercando di favorire l’ospitalità a un maggior numero di esseri viventi (piante, animali, funghi, ecc.)
• incremento della complessità strutturale del bosco, importante sia ai fini ecologici che turistico-paesaggistici
• qualità del legno anche rispetto alla durata dei prodotti ottenuti (una trave imprigiona il carbonio anche per secoli, svolgendo un ruolo ecologico duraturo, la legna da ardere lo restituisce in atmosfera in tempi brevi)
Tutte le misure vengono rilevate prima e dopo gli interventi per garantire la possibilità di un confronto attendibile fra le diverse opzioni di gestione proposte.

 

Cosa lascerà il progetto

• manuali che forniscano informazioni sulla gestione forestale e sugli indicatori di gestione sostenibile a enti, proprietari forestali, professionisti, ricercatori, selvicoltori, ecc.
• la messa in pratica di opzioni di gestione forestale con obiettivi multipli e la misura degli effetti di queste su carbonio, biodiversità e aspetti produttivi
• un patrimonio di dati confrontabili con quelli degli inventari forestali nazionali (mediante i quali gli enti per la gestione delle foreste di molti paesi, fra cui Italia e Slovenia, registrano lo stato e le variazioni nel tempo delle proprie risorse forestali) e rilevanti anche per le politiche e le decisioni di gestione forestale
• delle aree dimostrative permanenti sulla gestione forestale, realizzate a vantaggio delle comunità locali, regionali e nazionali e di studenti di vario grado
• una selezione di efficaci indicatori per la gestione forestale sostenibile, che aiutino a capire velocemente le potenzialità di sequestro del carbonio e il grado di biodiversità.

 

Organizzazione 

Per poter funzionare, un progetto di tali dimensioni ha bisogno di diverse competenze. Il progetto ManFor C. BD. si articola in diverse azioni condotte da specifici gruppi di esperti. In particolare, le azioni possono essere raggruppate in:

• azioni relative alla preparazione, alla gestione e al monitoraggio del Progetto
• azioni di attuazione
• azioni di comunicazione e diffusione

Il progetto è supportato dal Corpo Forestale dello Stato e annovera tra i partner l’Università degli Studi del Molise, il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), la Regione Veneto, la Regione Molise e Slovenian Forestry Institute.
La componente divulgativa

Come tutti i progetti Life+, il ManFor C. BD ha una forte componente divulgativa. Per informare e coinvolgere i visitatori e la comunità locale, il progetto prevede su ciascun sito un percorso esplicativo a tappe, in cui vengono descritte le operazioni svolte nel luogo e gli strumenti utilizzati (dalle trappole per gli insetti ai sistemi per misurare la respirazione del suolo). La prima di queste aree è stata inaugurata a maggio 2014 nella foresta del Cansiglio, sulla strada che porta alla cima del monte Pizzoc.
Inoltre, il progetto sta realizzando diversi strumenti per la diffusione dei suoi risultati, anche di tipo innovativo, come la favola “I Custodi della Natura”, ambientata nella foresta di Cansiglio e indirizzata ai bambini ma anche agli adulti.

 

La forza del confronto


Una delle novità del Progetto LIFE+ ManFor C.BD. è l’aver portato esperti di diverse discipline a sedersi allo stesso tavolo per discutere i dettagli di un intervento forestale, analizzando le sue conseguenze da diverse angolazioni. Oltre a farci vivere questa “strana esperienza” di condivisione, il ManFor C.BD. ci ha portato a parlare di trattamenti (cioè di interventi di gestione: come tagliare) con molte figure: pubblica amministrazione a vari livelli, boscaioli, associazioni più o meno amiche della natura, frequentatori dei boschi di tutti i tipi, e molte altre. Grazie a questo confronto allargato, abbiamo fatto nuove scoperte ed avuto modo di allargare le vedute. Ovviamente, abbiamo anche potuto toccare con mano molte delle incomprensioni che da sempre dividono opinione pubblica e selvicoltori (i gestori dei boschi). In particolare, vorremmo sottolineare due cose per meglio chiarire il contesto in cui il ManFor C.BD. opera: (I) il concetto di diradamento è spesso mal interpretato, talvolta perfino dagli esperti di materie naturalistiche; (II) è molto diffusa la convinzione che se le foreste storicamente gestite si lasciassero all’evoluzione naturale, interrompendone di punto in bianco la gestione, continuerebbero la loro evoluzione senza andare incontro a forti modificazioni e stravolgimenti.

 

Il diradamento è una fase della gestione del bosco


Il bosco d’alto fusto (fustaia) si può gestire seguendo diversi modelli (esistono diverse scuole di pensiero), ma in generale esiste un ciclo del bosco (o delle singole piante, a seconda che si tratti di boschi coetanei o disetanei). Nei boschi gestiti, durante questo ciclo il soprassuolo viene gradualmente plasmato mediante interventi di diradamento affinché possa svolgere al meglio le sue molteplici funzioni (protezione, produzione, etc.).
I diradamenti sono degli interventi di taglio che periodicamente si effettuano per regolare la densità del bosco, preservandone integra la struttura. Queste azioni vengono pianificate da persone che sono in grado di interpretare le varie dinamiche, progettare, programmare ed operare per il perseguimento degli obiettivi stabiliti e vengono realizzate da personale esperto.

 

Le foreste gestite in modo sostenibile prevedono un piano a lungo termine di gestione continua ed il più possibile regolare


Va tenuto in considerazione che la quasi totalità dei boschi italiani è da sempre gestita. Le nostre foreste sono, per così dire, coltivate (selvicoltura) e quindi diverse da quelle che vivono in condizioni di piena naturalità, in grado di perpetuarsi senza l’intervento dell’uomo. Anzi, se possiamo godere oggi di boschi così in salute, è proprio grazie alla gestione secolare, sostenibile.

A questo proposito, spesso si fa l’errore di pensare che se smettessimo di gestirle, le nostre foreste continuerebbero la loro evoluzione senza subire contraccolpi: niente di più sbagliato. Interrompere la gestione condurrebbe, in molti casi, alla loro regressione a formazioni meno complesse e più povere, prima di vederle ri-progredire molto lentamente. In molti casi, anche il solo ritardare gli interventi previsti può essere molto pericoloso. Infatti, solo dopo graduali processi di rinaturalizzazione, è possibile dilazionare o interrompere l’intervento umano.

 

Il carbonio e la biodiversità


Ci sono diversi modi per gestire i boschi. A seconda delle funzioni che si intende far loro svolgere, si può (citando le due soluzioni estreme) mirare ad avere tronchi dritti simili fra loro di uguale età, poco ramosi e di grosse dimensioni (bosco produttivo per eccellenza), oppure perseguire un bosco il più possibile naturale con un elevato tasso di biodiversità, cercando di riprodurre, appunto, quanto avviene in natura: rilasciando piante diverse per specie, età e portamento, creando aperture nella volta arborea (a vantaggio della fauna) e così via. In quest’ultimo caso si crea un bosco “complesso”, con un soprassuolo stabile ed attraente ma poco orientato alle esigenze produttive. La tendenza gestionale per i boschi italiani, in un’ottica di sostenibilità, è attualmente volta alla ricerca di situazioni di compromesso fra questi due estremi.
Il progetto LIFE+ ManFor C.BD. agisce proponendo ed applicando forme di gestione forestale “informate” delle più recenti teorie, applicate tramite selezione e diradamenti e concordate con gli esperti di altre discipline, come la biodiversità faunistica e floristica, tenendo conto del contesto paesaggistico in cui si opera.
Mediante i diradamenti, il progetto va a creare soprassuoli diversificati e complessi in grado di accumulare al loro interno il carbonio preziosamente sottratto dall’aria attraverso la fotosintesi e la crescita degli alberi, e di trattenerlo per molto tempo.
Tali interventi mirano infatti a preservare il carbonio accumulato sia negli alberi che nel suolo, evitando situazioni che ne provochino il rilascio e, contestualmente, vanno a favorire le condizioni che ne ottimizzano l’ulteriore accumulo favorendo un’armonica e costante crescita degli alberi.
La complessità viene perseguita anche per preservare ed aumentare il livello di biodiversità dei boschi, arrivando ad ottenere soprassuoli belli ed attraenti, anche con elevato valore turistico ma prima di tutto stabili e resistenti.
Il collegamento fra resistenza e biodiversità può essere ben sintetizzato da un parallelo col mondo sportivo: una foresta con un elevato grado di biodiversità la potremmo paragonare ad una squadra con molti talenti, che a seconda delle circostanze è in grado di cambiare strategia a tutto vantaggio della propria affermazione.